Per gli abbracci

Mi chiamo Valeria e lavoro come educatrice in due case per la vita. Io , come molti altri, sono tra coloro che, nonostante l’emergenza che imperversa in questi giorni, hanno mantenuto “quasi” i normali ritmi quotidiani dovendo ugualmente andare a lavoro. Un po’ spaventata? Si, ammetto di esserlo. Ma tra le varie ipocondrie che (ahimé) mi caratterizzano, la cosa che mi spaventa di più è l’idea di poter veicolare questo brutto virus a chi non ha delle difese immunitarie forti come potrebbero essere le mie (trattandosi di strutture di riabilitazione psichiatrica in cui è facile trovare nei ragazzi altre patalogie che li rendono un po’ più “fragili”). Molte sono le cose ad essere cambiate in questi ultimi giorni, per salvaguardare i ragazzi e anche noi operatori che lavoriamo con loro. Fino a poco tempo fa’ ci si abbracciava forte, senza rendersi conto di quanto fosse cosa molto preziosa e poco scontata, con un batti cinque si poteva risolvere una situazione critica e trasformarla in un sorriso. Abbiamo sempre sottovalutato il valore del semplice appoggiare una mano sulla spalla in segno di conforto, o semplicemente di scherzare fianco a fianco senza avere paura della vicinanza. Ma poi si è messa in mezzo questa odiosissima distanza di sicurezza, che guaio! Tanti dettagli che fino a poco tempo prima non sapevamo fossero così indispensabili e che oggi ci mancano tanto. Ma, al di là dei modi alternativi di comunicarsi l’amore a un metro di distanza (e con un po’ di fantasia assicuro che può essere anche divertente) ciò che pesa un po’ di più sugli umori, è l’obbligo di restare a casa: capite bene che, nel quotidiano, una passeggiata, la visita di un parente, o andare a prendere anche un solo caffè al bar, sono fondamentali momenti di autonomia, soprattutto quando il concetto di “autonomia” non è un concetto tanto facile da mettere in pratica. Immaginate cosa significa cambiare queste abitudini. E nonostante le evidenti rinunce e difficoltà, Giuseppe, Patrizia, Antonella, Concetta, e via dicendo…sono tutti bravissimi. Dopo avergli spiegato di questo brutto virus e della sua gravità, hanno compreso e adottato le misure necessarie per poter stare tutti bene, mostrando l’altruismo che tutti noi dovremmo dimostrare. Questo periodo DEVE finire presto, e quando tutto sarà passato, sarò lì a rivendicare la promessa fatta all’inizio di questo tortuoso percorso: quella di abbracciarci più forte di prima!!
Per loro, per noi.

Per gli abbracci.

RESTIAMO TUTTI A CASA.

Valeria Guerrieri

#bipolArt #nonsifermanleparole

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