Otranto slow travel: tra cultura, natura e ritmi insoliti

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L’Adriatico che sbatte sulla costa ne dona maggiore vigore ed energia, il vento che sferza la sua brezza ne modifica gli abituali profili ed il sole più tiepido ne tratteggia abitudini più tranquille, ritmi più silenziosi per apprezzarne meglio ogni sua caratteristica. Otranto è la meravigliosa cittadina salentina a cui si è soliti pensare per trascorrere le vacanze estive ma è il posto giusto in qualsiasi periodo dell’anno.

Con la sua storia, la sua cultura, la sua caratterista architettura di pietra viva, le sue meraviglie naturalistiche, Otranto stupisce sempre e, nel periodo invernale, è la meta giusta per gli amanti della tranquillità e del relax. Un itinerario il cui vero piacere sia quello di scoprire la vita di un luogo,  per assaporarne appieno cultura e costumi con la lentezza e la calma che i nuovi viaggiatori conoscono e che il Salento sa offrire. Uno slow travel che si snoda tra arte, cultura, archeologia ed escursioni tra le bellezze naturalistiche che anche in questo periodo dell’anno regalano scenari suggestivi: il piccolo borgo diventa un luogo incantato in cui vivere momenti memorabili.

I luoghi da visitare sono tanti e suggestivi e tra i modi per raggiungere Otranto in più particolare è, senza dubbio, il treno della Ferrovia Sud Est che percorre un itinerario unico attraverso le campagne salentine ed i vari paesi della Provincia di Lecce che i passeggeri possono ammirare affacciati dai finestrini. Ne vale la pena ammirare il panorama affacciati ai finestrini ma bisogna armarsi di quell’inevitabile pazienza del viaggiatore alle prese con il trasporto pubblico.

Una volta giunti ad Otranto, magari proprio attraverso uno degli storici treni che collegano le varie cittadine della penisola salentina, si può notare immediatamente la particolarità della sua stazione che ha i binari posizionati al primo piano. Un’altra sua unicità consiste nella possibilità di soggiornare all’interno della stazione stessa. Un’idea alternativa per entrare nel vivo di Otranto è quella di dormire e soggiornare nel cuore delle sue infrastrutture, precisamente, al secondo piano della Stazione a Sud Est. Nata da un progetto dell’associazione culturale di promozione sociale Oikos Sostenibile, questa è la prima realtà a promuovere sull’intero territorio pugliese la cultura della sostenibilità e dello slow travel. L’associazione punta a creare e a consolidare un sistema territoriale differente che affermi un turismo culturale consapevole grazie anche alla caratteristica ospitalità del territorio.

Stazione a Sud Est è una nuova concezione di soggiorno in cui il rispetto per la storia e le esigenze del turista/viaggiatore sono al primo posto. Ogni camera ha un nome proprio che coincide con quello dei personaggi che hanno vissuto la stazione (il capotreno, il macchinista). Anche la condivisione delle esperienze è al centro della filosofia dell’associazione, così, all’interno di questa particolare locanda ci sono spazi comuni e d’incontro come la cucina, la sala da pranzo e la terrazza.

La cattedrale

Non si può trascorrere un week-end invernale ad Otranto senza visitare la sua Cattedrale, emblema della città e punto d’incontro tra Occidente ed Oriente. Il suo pavimento è ricoperto interamente da un mosaico raffigurante L’albero della vita risalente al 1163 e considerato uno dei più importanti cicli musivi del Medioevo italiano. La cattedrale, inoltre, porta la testimonianza dell’assedio del 1480 da parte dei Musulmani di Maometto II che decapitarono gli 800 otrantini che si rifiutarono di convertirsi all’Islam e che ancora oggi riposano nella cattedrale.

Castello Aragonese e Torre Matta

Le mura del Castello e la Torre Matta di Otranto raccontano la storia della città. La fortezza è un capolavoro architettonico risalente al ‘400 ma l’aspetto attuale si deve ai Viceré spagnoli che lo svilupparono al fine di difendere la città militarmente. La configurazione del Castello è frutto di costanti modifiche che continuarono per tutto il ‘500: i due bastioni poligonali furono aggiunti nel 1578 sul versante rivolto al mare, inglobarono il preesistente bastione aragonese.

Ai lati, il castello è delimitato da un fossato e da un ponte che designa l’ingresso. Oggi la fortezza di pietra è un contenitore culturale;
molto suggestiva la visita ai Sotterranei del Castello e interessantissima la mostra “I luoghi della Preistoria. Porto Badisco e la Grotta dei Cervi”, all’ultimo piano. La fortezza ha, inoltre, ispirato il primo romanzo gotico della storia: “Il castello di Otranto”, di Horace Walpole (1764).

La Torre Matta è una torre “intrappolata” nella torre costruita successivamente e per visitarla bisogna per forza entrarci dentro. Rappresenta uno splendido intervento di ricupero architettonico da non perdere durante la visita del borgo salentino. Sicuramente è da qui che le vedette avvistarono le navi dei turchi che giungevano sulle coste idruntine e da qui partì l’allarme alla città. Dentro la Torre Matta la storia si fa presente.

Faro di Punta Palascia

Altro luogo da non perdere è il Faro di Punta Palascia, costruito nel 1867 e situato nel punto più a Oriente d’Italia. Il faro, ristrutturato di recente, è stato posto sotto tutele dalla Commissione Europea che ne ha riconosciuto l’importanza. Il giorno invernale migliore per visitare il faro è la notte di San Silvestro. Sono molti i visitatori che si incontrano in questo luogo speciale per ammirare la prima alba d’Italia con lo spettacolo del sole che nasce dal mare. Sempre qui avviene l’incontro tra il mar Adriatico ed il mar Ionio ed è il punto d’accesso per la Grotta dei Cervi. Il faro di Punta Palascia è una meraviglia architettonica e rappresenta una meta ambita per gli amanti della pesca, del trekking e per gli amanti della natura che qui impera selvaggia.

La Baia dell’Orte e la cava di bauxite

Altra tappa di questo slow travel, è la Baia dell’Orte, non molto distante dalla Palacia, sempre a sud di Otranto e altrettanto suggestiva. Escursioni naturalistiche in questo luogo sono l’ideale per immergersi nella natura ammirando la tipica vegetazione variopinta e le fitte pinete dalle quali si giunge al mare. È in quest’area che si trova la Cava di Bauxite, una cava dismessa e abbandonata all’interno della quale si è creato un laghetto naturale color verde smeraldo che spicca in quanto circondato dalla pietra rossa circostante. Questo posto prezioso rappresenta la vittoria della natura sull’intervento umano.

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