Mamma ai tempi del coronavirus

{Il coronavirus ha cambiato le nostre abitudini e ci ha costretti a rimanere più tempo da soli con noi stessi. Ci sembra di essere in una lunga parentesi temporale dove è tutto sospeso. Siamo frastornati e confusi. Ci mancano i nostri luoghi, i respiri di chi amiamo, il contatto della pelle con la pelle, a qualcuno il mare. Lontani e fermi. Abbiamo però pensieri che viaggiano a doppia velocità e tante parole; quelle poi, non si possono fermare. Con questa nuova rubrica, bipolArt raccoglie le preoccupazioni, la poesia, i desideri, le passioni, le storie, le favole e i sogni dei suoi lettori. Quando tutto sarà finito saremo più forti, più umani, più veri. Nel frattempo scriviamoci. Non lo facciamo per non sentirci soli ma per sentirci insieme. Raccontiamoci una storia. Lasciamoci ispirare.} #bipolArt #nonsifermanleparole

Ciao sono Giulia, una mamma “a tempo pieno” da quasi 14 mesi. Ieri stavo finendo di compilare l’album dei ricordi di mio figlio con tutte le sue conquiste fatte nei vari mesi e riflettevo sul fatto di essere stata fortunata ad aver avuto modo di festeggiare il suo primo anno di vita con amici e parenti. Ho pensato poi a tutte le future neo mamme che sicuramente saranno spaventate da morire. Io vivo in Salento ma ho tante amiche mamme e non al nord che in realtà sono in quarantena da tanto tempo e che affrontano le giornate con affanno, pensiamo come “se poi queste cose non dovessero mai capitare a te” o comunque che siano lontane, invece eccoci qui, al supermercato con i distanziatori di sicurezza, le mascherine e i guanti e di corsa per accaparrarci l’ultimo pacco di pannolini. Perché si, non ci avevo mica pensato di arrivare a far parte di un episodio di Resident Evil e quindi a dover fare una bella scorta di tutto. Non ho paura tanto per me, ma per i mio piccolino (anche se sono a conoscenza che i bambini non reagiscono al virus come le persone anziane o le persone immunodepresse), per i miei genitori che sono i nonni migliori del mondo. Mio marito ha chiuso momentaneamente l’attività che spera possa al più presto riaprire. Anche questo è fonte di grande preoccupazione, perché le tasse e i dipendenti vanno pagati ugualmente, ma anche la spesa e i pannolini per Filippo. Sabato compirò 30 anni e festeggerò con una mini-torta per due, altra cosa che mai avrei pensato, però non importa: se questo restare a casa sarà di aiuto per sconfiggere il virus, sono certa che sarà il più bel compleanno di sempre. Sperando in giorni migliori e pensieri migliori auguro a tutti di farci forza e di andare avanti, non saremo in quarantena per sempre e ci abbracceremo e baceremo presto, facendo trenini in riva al mare baciati dal sole.

Giulia Minutello

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