L’insostenibile pesantezza del virus

Diciamolo subito: questo periodo di quarantena è veramente difficile da sopportare, anche per chi, come l’autore di questa considerazione, non è tanto aduso ad andare in giro, a frequentare locali o cose del genere.
E perché non è facile? Perché anche se davanti a noi abbiamo giocoforza una marea di tempo libero, non sappiamo come gestirlo. Noi siamo uomini ‘occupati’, su questo Seneca aveva perfettamente ragione quando scriveva al suo amico Lucilio. La nostra umanità è assorbita da una vita talmente frenetica, da agende talmente piene di cose da fare, che quando arriva un
evento di proporzioni mondiali a bloccare questo meccanismo, noi siamo semplicemente spaesati – o alienati, per dirla con Marx.
Noi, chiusi in questa gabbia chiamata mondo moderno, noi ricoperti dalla sua cappa pestifera – che si sente anche fisicamente in alcune città – non siamo più in grado di respirare la brezza freschissima data dalla libertà, da quegli attimi di tempo in cui ci è concesso di esprimerci al di fuori del grigiore quotidiano o delle tante attività ‘irrinunciabili’, come la corsetta al parco, l’aperitivo, la palestra eccetera.
Che poi, se ci pensiamo, c’è molto di paradossale in questo – ma, del resto, è proprio di noi umani essere paradossali. Quando siamo immersi nella routine, lamentiamo la carenza di momenti di libertà. Adesso che ne abbiamo, non sappiamo cosa farcene, e al contrario rimpiangiamo il tran tran della vita quotidiana.
Da questo punto di vista, l’umanità che si crede perfetta e invincibile per le conquiste della scienza e il progresso tecnologico deve imparare a ritrovare se stessa e deve capire che il suo ritmo di vita può essere rallentato senza preavviso.
E così concludo, con la speranza che questo periodo buio passi presto e che, soprattutto, noi tutti ne usciamo più responsabili.

Bruno Cosentino

#bipolArt #nonsifermanleparole

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