L’arte evocativa e onirica di Elisa Macellari

«Quando l’arte diventa un viaggio, una visione, un sapore: l’intervista a Elisa Macellari»

Elisa Macellari è un’artista che mette insieme il sogno e il mondo. Ogni sua illustrazione è ricchezza di scenari, colori ed evocazioni. Elisa (qui il suo sito web) usa l’arte dell’illustrazione in maniera narrativa ed è facile ritrovare nei suoi lavori, ricchissimi di dettagli, le pitture murali thailandesi, riferimenti mitologici e la contemporaneità declinata in mille sfaccettature.

Sono tante le grandi realtà ad aver puntato sulla sua arte: The New York Times, Women’s Health UK, Cartoon Network, Donna Moderna, Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Giunti, Piemme, Zanichelli, Rubbettino Editore, Il Battello a Vapore, Emme Edizioni, BAO Publishing, Edizioni BD, Linus, Gorilla Sapiens Edizioni, Plansponsor, Planadviser, Donna Magazin, viction:ary, Nobrow Press, Bandcamp, Cancer World Magazine, Spazio Mag, Voicemap, Razor & Tie Records, Langosteria, Karimoku New Standard, Woodyzoody…

A settembre è uscita la sua prima graphic novel, Papaya Salad, “una storia di viaggio, crescita e amore tra due continenti, un racconto famigliare che si intreccia con la Storia con la esse maiuscola. Il tutto condito dalla papaya salad.”

L’intervista a Elisa Macellari:

Descriviti in poche righe… 

Sono per metà italiana e per metà thailandese, sono nata a Perugia ma vivo a Milano. Sono illustratrice dal 2012, con un passato lavorativo nell’arte contemporanea. Mi piacciono le cose colorate, gli animali selvaggi, la giungla, le creature misteriose e la papaya salad.

Quando hai capito che l’illustrazione sarebbe diventata il tuo lavoro?

Piuttosto tardi, a trent’anni. Da quando l’ho capito però ho preso la rincorsa per fare tutto quello che volevo.

Hai lavorato per i grandi dell’editoria: The New York Times, Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Giunti, Linus (e tanti altri). A quale progetto ti senti più legata?

A quelli più narrativi. Al libro V di “Gargantua e Pantagruele” che ho illustrato per Gorilla Sapiens editore, che mi ha permesso una grande libertà creativa. A “Polvere nera”, un libro per bambini scritto da Miriam Dubini e edito da Solferino, per l’ambientazione cinese che è molto vicina alla mia estetica. Alla rubrica che illustro settimanalmente per Donna Moderna, in cui rendo in immagine le lettere dei lettori ed entro in piccolissima parte nelle loro vite. Poi ovviamente la narrazione per fumetti che ho scoperto solo di recente, ma che mi appassiona moltissimo.

Sei illustratrice di numerosi e meravigliosi libri per bambini. Qual è la difficoltà più grande o il vantaggio di confrontarsi con il pubblico dei più piccoli? 

La fascia per cui ho lavorato è dai 9-10 anni. I bambini sono molto ricettivi e già con una buona capacità critica visiva, quindi il mio lavoro è stimolante perché si possono trovare delle soluzioni compositive interessanti. La difficoltà a volte è che bisogna essere aderenti al testo e quindi più didascalici.

Quali strumenti tecnici prediligi per dare vita alle tue creazioni?

Fino al 2017 disegnavo a matita e poi coloravo in digitale. Ora l’iPad è diventato uno strumento utilissimo che ha velocizzato molti processi. In ogni caso scelgo il mezzo in base al tipo di commissione.

Ci parli di “Papaya Salad”?

“Papaya Salad” è il mio primo graphic novel edito da BAO Publishing, uscito a settembre 2018. Presto verrà tradotto anche in Francia e Spagna. E’ una storia biografica del mio prozio thailandese che parte da Bangkok e arriva in Europa alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. E’ una storia di viaggio, crescita e amore tra due continenti, un racconto famigliare che si intreccia con la Storia con la esse maiuscola. Il tutto condito dalla papaya salad.

Da chi o cosa ti lasci ispirare? 

Dalle pitture murali thailandesi, da Giotto, dalla mitologia, dal rap, dall’arte contemporanea, dal cibo cinese, dal pilates, da Ren Hang, dai video musicali.

Come definiresti la tua arte?

Evocativa, ricca di dettagli, multiculturale.

Tre illustratori da segnalarci?

Veronica Veci Carratello, Marta Baroni, Giovanna Giuliano

Elisa Toma

Lascia un commento