È una nota sul telefono

Se si potesse, con un decreto o due, con un partito che non per forza debba litigare con quello accanto, e con un parlamento dalle poltrone reclinabili…e d’un rosso più acceso, quasi corallo.
Se si potesse, dicevo, predisporre una quarantena da erogare periodicamente e in piccole dosi.
Se si potesse godere di “tre giorni di lentezza” al mese, per tornare a casa, per sdraiarsi per terra, al mare o in campagna, rigorosamente fuori stagione.
Se si potesse mettere su un disco, e ballarne anche l’ultima nota.
Se si potesse creare del cibo, e non solo cucinare-scongelare-in forno o al microonde? Ehi occhio al sale!
Se si potesse pettinare mamma, non come quella cialtrona della tua parrucchiera, che non sa quanto sei bella quando i tuoi capelli sono mossi e vivaci, mamma.
Se si potesse sedersi senza badare all’orologio, e contare le rughe di papà. Si troverebbe quella col nome di nonna, e quella della vendemmia insieme al nonno, l’estate in cui vinse il PCI.
Se si potesse, troveremmo la felicità nei giorni lieti e in quelli in cui abbiamo paura.
“Perché la tua lentezza, è l’equilibrio per restare in piedi”

Se si potesse, vorrei guardare il cielo nudi sul balcone.
Porta del gelato e non scordare gli occhiali da sole, quando si potrà.

Savina Path

#bipolArt #nonsifermanleparole

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