Venaria, una galleria di luce

«Post-it: posti d’Italia e brevi pensieri di viaggio. Reggia di Venaria»

Venaria, una galleria di luce in cui ritrovare i pensieri, muoverli come pedine lungo la scacchiera del pavimento, bagnarli del bianco dell’intorno e ricamarli come i bassorilievi del soffitto.  Una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista, una novità diafana e perfetta. Troppe le finestre perché prevalga il buio: ogni cosa appare finalmente chiara. Dopo la profondità del colpo d’occhio, quando il punto di fuga appare lontano e profondo e i dettagli sono concentrati e indefiniti, bisogna percorrerla. Spostarsi per accorciare lo spazio, per capirla nella regale e reale bellezza. Muoversi e smettere di idealizzare per apprezzarne il vero, vedendo nitidamente le venature del marmo fermi nel punto in cui il sole diagonale del pomeriggio trapassa e riscalda. Pensare e decentrare la posizione per inquadrare meglio, di nuovo, per avere un nuovo ritaglio personale di superficie, un altro ricordo.  Pronunciare un nome che riempie la bocca e prendersi per mano. “Andiamo a vedere i giardini”.

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