Jacques Prevert, la poesia, l’amore e la libertà

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«Nell’anniversario della scomparsa di Jeacques Prevert, alcune poesie per ricordare il poeta dell’amore e della libertà»

Prevert è il poeta dell’amore, il poeta della libertà il poeta dei giovani di tutti i tempi. Quante volte abbiamo letto le sue poesie, quante volte le abbiamo segnate su fogli di diari, agende, imparate a memoria. I ragazzi che si amano, I tre fiammiferi, sono parole appartenenti a tutti coloro che, almeno una volta, hanno amato.

Ed è proprio l’amore il fulcro intorno al quale ruota l’opera di Jacques Prevert. Il poeta francese intende l’amore come l’unica salvezza del mondo e l’amore di cui parla è totalizzante, è implorato, tradito, ricercato, sognato.

Prevert usa le parole per descrivere la sua concezione del sommo sentimento che non deve essere costretto, non può essere incatenato e non può imporre scelte all’altro. Ciò che canta Prevert è l’idea semplice e libera dell’amore, è quella gioia che coincide con la rinascita, con la vita stessa, con la primavera le grand bal du printemps e anche con la figura del bambino che, con assoluta spontaneità, si ribella alle istituzioni, come la scuola, quel posto dove “si entra piangendo e si esce ridendo”.

L’amore di Prevert è anomia, assenza di regole, anzi, è proprio quando si vuole istituzionalizzare l’amore, quando si vuole cambiare l’altro, plasmarlo a piacimento per le proprie necessità, che si perde l’amato: je suis allé au marché aux esclaves mais je ne t’ai pas trouvée mon amour.

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

 

Prevert nasce a Neully-sur Seine il 4 febbraio 1900. Negli anni ’30, svolge un’intensa attività teatrale, lavorando come sceneggiatore con la “Compagnia d’Ottobre” che intende promuovere un “teatro sociale”.

Anche attraverso la poesia Prevert continua le sue battaglie sociali. Oltre all’amore, i suoi temi preferiti sono la libertà, il sogno e la fantasia, la compassione, l’umorismo, la satira contro i potenti, l’avversità per l’oppressione sociale. Prevert è considerato un anarchico “che sconfina con le sue parole nel regno della bestemmia e dell’ingiuria, ma la sua non è altro che la voce del cittadino che protesta. I temi sono dunque quelli comuni come la collera istintiva contro chi comanda e fa le leggi, contro i finti moralisti, contro chi ama e vuole le guerre, contro chi giudica.”*

Tra le sue raccolte di versi di maggiore successo, Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate altre antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d’amore e Poesie.

La rivoluzione di Prevert è la semplicità poetica grazie alla quale ha infranto ogni barriera elitaria riuscendo ad essere comprensibile a tutti. È proprio per questa la semplicità con cui ha raccontato il sentimento più complicato che tutti ci riconosciamo nei suoi versi e continuiamo a dedicarli a chi li merita. Ecco alcune poesie del poeta in occasione dell’anniversario della sua scomparsa:

 

 

*Fonte wikipedia 

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