Klimt Experience, il valore dell’esperienza e delle emozioni nell’arte

«Klimt Experience, la mostra di Gustav Klimt in formato digitale in un ambiente esperenziale in tutte le sue componenti, dal tema allo spazio, fino al ruolo che svolgono gli stimoli sensoriali sulla percezione dell’esperienza da parte del visitatore.»

Nell’anno in cui si celebrano i cento anni dell’arte di Gustav Klimt, c’è a Roma, nella Sala delle Donne, Complesso Monumentale San Giovanni Addolorata, fino 10 giungo 2018, la mostra di Klimt Experience, qui il sito ufficiale. L’evento espositivo prodotto dalla Crossmedia Group, propone l’arte del maestro viennese in un formato del tutto innovativo che invita i visitatori a lasciarsi trasportare dal flusso di emozioni, evocate dalla forza espressiva della narrazione delle immagini e dei suoni. Uno spazio multifunzionale, capace di trasformare la visita in un’esperienza a forte connotazione simbolica, enigmatica e sensuale, da non considerare come un’alternativa alle opere originali ma come “un canale o un mezzo adatto anche a quel tipo di pubblico ormai abituato a informarsi soprattutto attraverso immagini.”

La mostra si estende in tre ampie sale, con opere selezionate dallo storico dell’arte Sergio Risaliti e con una narrazione interamente realizzata dal regista Stefano Fomasi. La durata complessiva del percorso espositivo è di circa 85 minuti ed una volta varcata la porta di ingresso, il visitatore, viene coinvolto in una realtà di spazi dinamici, di grande impatto visivo. La contestualizzazione della vita e dell’avventura artistica del pittore viennese avviene nella Sala Visual, in cui pillole biografiche sono trasmesse, dagli oltre 20 monitor, su tutte le pareti della sala.

Non mi interessa la mia persona come oggetto di pittura, mi interessano piuttosto le altre persone, specie se di sesso femminile, ma più ancora le altre forme”. “Sono bravo a dipingere e a disegnare, lo credo io stesso e lo dicono anche gli altri, ma non sono sicuro sia vero”. “Chi vuole saper di più di me osservi direttamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglia”.

Oggi, sono soprattutto le emozioni a guidare il visitatore nella ricerca di qualcosa di nuovo ed originale; gli spazi in cui vengono allestite le rappresentazioni delle esperienze incidono notevolmente su tali emozioni ed è questo il motivo per cui è necessaria una notevole progettazione. Ogni esperienza, per essere messa in scena, ha bisogno di un palcoscenico e la tematizzazione trova la sua più immediata espressione nella strumentazione fisica presente per allestire tale la scena. Il pubblico, come in una vera e propria rappresentazione teatrale, può accomodarsi in una grande seduta centrale, per assistere allo spettacolo, che prende vita sui maxi schermi con una definizione a 360° che rende possibile un’esperienza visiva e sonora totalizzante.

Il formato digitale aderisce perfettamente all’arte di Gustav Klimt, valorizzando con coerenza l’immagine alla cultura del suo tempo, nei gusti e stili di vita, con particolare cura all’importanza degli elementi del turbamento, della psicologia umana. La complessa esperienza polisensoriale dell’udito, vista e tatto che si radica nel corpo vengono convocati per produrre significati ulteriori. I temi della vita e della morte, della nascita e del dolore, del rapporto tra uomo e donna e quello fra generazioni vengono racconati con molteplici elementi simbolici e le figure e le sue opere vengono riprodotte in una definizione maggiore del Full Hd dai proiettori laser del sistema Matrix X-Dimension. La proiezione sul pavimento e il videomapping architettonico completano l’atmosfera suggestiva in sincronia con il ritmo narrativo e la straordinaria forza evocativa di una suggestiva colonna sonora diffusa da un impianto Dolby Surround di ultima generazione.

L’atmosfera glamour, che accompagna tutta la visita, viene ribadita nella parte conclusiva dell’itinerario da un magico caleidoscopio di segni e figure che si susseguono all’infinito sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto della Sala degli Specchi e dagli abiti riprodotti interpretando i disegni e le textures creati da Gustav Klimt. La visita si conclude con la Sala Immersiva, luogo in cui gli ospiti, usufruendo dei visori Oculus Samsung, possono entrare in uno spazio virtuale, con l’illusione di sentirsi trasportati in un incredibile viaggio nell’opera di Gustav Klimt:

La app, realizzata in esclusiva per Klimt Experience dagli sviluppatori di Orwell, letteralmente consente di entrare all’interno di quattro celebri opere di Klimt percependone tridimensionalmente ogni dettagli figurativo e cromatico.

Professionisti editoriali, ingegneri informatici e tecnici del suono hanno allestito, per la mostra in formato digitale di Gustav Klimt, un ambiente esperenziale in tutte le sue componenti, partendo dal tema e successivamente stabilendo il concept dello spazio. Seguendo fedelmente i quattro criteri del marketing esperenziale, sono riusciti a catturare l’attenzione del visitatore in un’esperienza unica e memorabile; a permeare il tema nell’intera struttura connotando l’ambiente; ad utilizzare la tecnologia a supporto della fruizione dell’esperienza; a ricorrere a stimoli sensoriali per sollecitare la percezione del consumatore.

Infine, l’esperienza viene resa memorabile con la possibilità di scattare simpatiche foto ricordo, con lo sfondo dei più celebri quadri dell’artista viennese, da condividere sui social network utilizzando l’hashtag, #klimtexperience. Tutti questi elementi concorrono alla caratterizzazione dell’atmosfera che connoterà l’esperienza. Per tale motivo, Klimt experience diviene come un palcoscenico esperenziale per intrattenere, educare, far evadere e sorprendere, suscitando emozioni in chi non visita semplicemente una mostra, ma la vive.

Simona Puleo

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