Festival della Letteratura di Viaggio 2018, il racconto del mondo

«Il racconto del mondo attraverso letteratura, geografia, giornalismo, musica, arte, filosofia, storia. Qualche appunto sul Festival della Letteratura di Viaggio 2018»

Festival della Letteratura di Viaggio.
Stanze piene di mappamondi e cartine di ogni periodo storico, fotografie di viaggio trovano spazio tra libri antichi e rari, piantine di città lontane, o vicine, sono appese alle pareti a sfidare chi prova a riconoscerne i contorni, occhi meravigliati dappertutto. I miei anche. Fuori, la flora di Villa Celimontana sembra una descrizione di Gabriel Garcia Marquez, sembra provenire da ogni parte del mondo, così i suoni dei suoi piccoli abitanti, che al tramonto cantano ancora. Parole nell’aria, narrazioni di popoli, di percorsi, di esplorazioni, di donne e uomini coraggiosi. Tanti libri sotto un portico che vorrei leggere tutti d’un fiato.
Una cornice incredibile quella in cui si tiene il Festival della Letteratura di Viaggio (sito ufficiale), promosso dalla Società Geografica Italiana. Un festival emozionante, dedicato al racconto del mondo attraverso diverse forme di narrazione del viaggio, suo tramite di scoperta, per non smettere di conoscerlo, per immaginarlo con le parole di chi lo ha visto ed ha deciso di offrirne la propria testimonianza.
Dalla letteratura al giornalismo, dal cinema alla fotografia, dalla televisione al teatro, dall’antropologia alla storia, dalla musica al fumetto, dalla filosofia alla geografia.
Alla fine di un viaggio, il viaggiatore ha un carico più pesante, pesante e meraviglioso: ha conosciuto. Un viaggiatore si riconosce; sa aneddoti, curiosità, nozioni, ha visto piaceri, rarità, difficoltà e dolori. Si è meravigliato vedendo, scoprendo, esplorando e questo meraviglia chi ascolta, chi legge, chi vede come ha visto il viaggiatore. Partecipare agli incontri del Festival lascia la stessa sensazione di meraviglia e stupore. Non solo mi sono meravigliata come chi ascolta le avventure alla fine un viaggio ma ho anche sentito una rinnovata voglia di viaggiare per raccontare.
Ascoltare chi si è spinto oltre le colonne d’Ercole, condividerne il suo nuovo sapere, partecipare al resoconto diretto di fatti, situazioni, panorami, porta ad essere dove non potremmo esserci fisicamente, abbattendo in ogni caso barriere, confini e aprendoci all’altro apprezzandone la diversità che arricchisce anche la nostra.
Ora, al terzo giorno di Festival, vorrei poter essere in Oriente, nel Mediterraneo, nel Nuovo Continente. Guarderei con nuovi occhi.
Il viaggio è scoperta, è incontro. Il viaggio è anche nel suo potenziale, è il voler partire per ritornare migliori, con gli occhi e i ricordi pieni di luoghi e culture.
Il viaggio è sempre un racconto.
Oggi è l’ultimo giorno dell Festival della Letteratura di Viaggio, nel pomeriggio alle 15 l’Incontro: LE CITTÀ VISIBILI-
Città-agglomerati, luoghi di memorie e desideri, visioni e mutazioni. Metropoli cariche di storie, gloria, degradi, riscosse. Lati ufficiali,immaginari collettivi, spazi appartati, luoghi dell’intimità. Autobiografie topografiche, cronache di deambulazioni, poemi indiretti. Con gli autori di Parigi lato ferrovia, Alessandro Perissinotto, e Arsenale di Roma distrutta, Aurelio Picca.
Alle 16 c’è una passeggiata filosofica alla scoperta dei giardini di Villa Medici e l’Incontro IN AREE DI CRISI, TRA GUERRA E PACE-Reporter, inviati, testimoni. Tra fronti, conflitti, drammi, riconciliazioni, sviluppo, futuro.
Con i giornalisti Duilio Giammaria e Marco Lupis e Don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli. Alle ore 17 l’incontro: OTTO GIORNI IN NIGER: UN VIAGGIO A DUE VOCI- Una missione dell’Unhcr nel cuore dell’Africa nera: poco più di una settimana, un diario, due sguardi, in un crocevia di profughi, armi, migranti, uranio, deserto che avanza, acqua che scarseggia. Con gli scrittori Edoardo Albinati e Francesca d’Aloja, autori dell’omonimo libro scritto a quattro mani. Lettura finale di brani da
Cuore, sopporta di Francesca d’Aloja. Alle ore 18 Premio NAVICELLA D’ORO Società Geografica Italiana
Il premio, istituito da Società Geografica Italiana in occasione del Festival, è attribuito quest’anno a un’organizzazione e a un attivista per l’azione in difesa dei diritti umani, civili, economici: Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, e Aboubakar Soumahoro, sindacalista Unione Sindacale di Base. Con Filippo Bencardino, presidente Società Geografica Italiana.
Alle ore 19 Premio KAPUŚCÌŃSKI per il reportage. Un premio per il reportage, per la capacità di raccontare luoghi e culture, di osservare da cronista e restituire da narratore. A Francesca Mannocchi, per la scrittura; e Asmae Dachan e Citizen Journalist, per i video.
Con Rene Kapuścìńska, figlia dello scrittore e reporter polacco.

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