Elliott Erwitt, Personae: a Lecce l’arte del maestro della fotografia e della commedia umana

Elliott Erwitt

«La mostra Elliott Erwitt Personae è la prima grande retrospettiva delle sue immagini sia in bianco e nero che a colori, allestita nelle sale monumentali del Castello Carlo V di Lecce e aperta al pubblico fino al 9 settembre 2018»

Elliott Erwitt nella mia città. Nella quasi mia città, nel posto che sento casa, Lecce. Elliott Erwitt, il fotografo che più di altri è sempre riuscito a regalarmi contemporaneamente un’emozione di gioia e una di malinconia. La malinconia ha in sé la gioia e la tristezza ed è il contrasto che la rende unica. Ancora prima di salire le scale del Castello Carlo V di Lecce, provavo una contentezza assurda amplificata dal periodo che intercorreva dall’apertura della mostra al momento in cui, effettivamente, potevo andare a vederla.  Avevo quell’ansia dell’attesa, quell’ansia di avere faccia a faccia chi mi ha stravolto così tante volte.

Ultimo gradino, la prima foto. Poi, un triangolo di prospettiva mi fa vedere la seconda, la terza e le altre. Un colpo d’occhio unico – finalmente- si comincia. (sito ufficiale)

La prima foto è il celebre scatto del 1989 a Parigi, in Francia. Una foto perfetta, costruita per mettere in risalto la città in cui è nato e con la quale ha un legame fortissimo. Un bianco e nero che dona ulteriore bellezza ad una città maestosa e orgogliosa nel suo insieme di ferro e sentimento. Un ballerino fa un salto che squarcia la composizione donando movimento alla foto, aggiungendo dell’anticonvenzionale ad un insieme di stereotipi: la Torre Eiffel, l’amore, la pioggia di Parigi. Il risultato è pura poesia.

Passare da una foto all’altra, guardare gli scatti in quel gran formato, rendersi conto di avere di fronte le icone della fotografia del Novecento, è stato un effetto unico. Ogni foto di Elliott Erwitt suona le diverse corde emotive, da quelle iconiche in bianco e nero a quelle della sua produzione a colori che è quasi del tutto inedita.

Elliott Erwitt ha preso così sul serio la fotografia che l’ironia è uno degli aspetti più significativi della sua opera. L’ironia è nel caso, nella contraddizione, nel momento perfetto. Erwitt ha saputo anche aspettare prima di scattare, ha mirato fino a far coincidere alla perfezione l’ovvio all’assurdo, il comune all’irrazionale cogliendo la particolare bellezza della commedia umana.

Far ridere è una delle imprese più difficili. Se poi, come fa Chaplin, riesci a far ridere e piangere in alternanza, allora hai toccato il vertice assoluto. non me lo pongo come obiettivo dichiarato, ma lo considero il risultato più alto.

Sono i suoi accostamenti paradossali a darci uno spaccato di vita quotidiana inedito e più vero, così poco riconducibile alla classicità della fotografie della stessa epoca. Basta lo sguardo perplesso di due sposi nei confronti dell’uomo spavaldo che hanno accanto per intuire e ridere davanti allo scetticismo di Erwitt sull’amore, basta una foto di famiglia per capire, solo dallo sguardo e dall’atteggiamento dei protagonisti, diversi aspetti della società americana.

Gli animali, nello specifico i cani, sono i soggetti che predilige, anzi, è il rapporto che i cani hanno con gli umani ad attirare l’attenzione del fotografo. Nel contrasto tra misure differenti, prospettive paradossali, i cani sono la componente che alleggerisce la boriosità umana, con la loro irriverenza che si fa arte. Erwitt, incaricato da una casa di moda per una campagna pubblicitaria per delle scarpe, scelse proprio i cani, ponendosi alla loro altezza “perché nessuno vede più scarpe di loro”.

Tante le assonanze colte nei suoi scatti ed esposte. Un gruppo di oche cammina parallelamente ad un gruppo di signorine ungheresi nei loro abiti tipici, un pellicano incontra in un rubinetto la sua similitudine, una statua sembra aver preso in pieno la luna. Tutta l’esistenza urbana colta con un punto di vista originale e unico.

È la descrizione di un’altra sua storica foto a stupirmi. Due amanti si intravedono in uno specchietto laterale di un’automobile. Lei ride con la bocca vicina a quella di lui, la felicità del bacio, la tranquillità di stare nel luogo giusto al momento giusto, di fronte al mare, all’alba o al tramonto. L’ho sempre considerato uno scatto perfetto. Per Elliott Erwitt non era così o forse troppo perfetto, senza la contraddizione che lui ha sempre cercato. Il momento era davvero impeccabile e quella è davvero l’immagine di un amore esemplare. Erwitt, però, la stampò dopo 25 anni da quel momento perché, appunto, non la preferiva, non la sentiva vicina alla contrapposizione solita della sua arte. Nonostante ciò, resta una delle fotografie più iconiche della sua opera e a vederla si crede davvero che, almeno una volta, le cose possano non nascondere sorprese, anche in amore.

Erwitt non è stato solo il fotografo della vita urbana, del caso da fermare nel tempo, Elliott Erwitt ha lasciato il segno anche nel fotogiornalismo “classico”. Ha immortalato in quell’attimo dei suoi scatti intere pagine di storia ma, anche qui, con i suoi metodi e la sua sensibilità. Ha colto il dito puntato di Nixon contro il petto di Nikita Kruscev, le lacrime sotto la veletta di Jaqueline Kennedy durante il funerale del marito, i sorrisi non usuali di Che Guevara o Fidel Castro, l’evanescenza di Marylin Monroe e la segregazione razziale con la celebre e amara l’immagine dei due lavandini vicini ma diversi.

La malinconia ha in sé ciò che c’è stato di felice e ciò che lascia l’amaro in bocca. L’ironia è la risposta migliore all’umanità che si prende troppo sul serio ed è l’intelligenza di guardare il mondo con nuovi occhi, sornioni. Elliott Erwitt riesce con le sue foto a mettere insieme le due cose, a ridere e far sorridere l’umanità di se stessa, ed è qui si vede il vero genio.

Orari
Aprile, maggio, giugno e settembre
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 – 21.00
Sabato, domenica e festivi dalle ore 9.30 – 21.00
Luglio e agosto
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 – 23.00
Sabato, domenica e festivi dalle ore 9.30 – 23.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti
Tutti i biglietti includono la visita al Castello e all’audioguida della mostra, disponibile in
italiano e in inglese.
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00 per residenti a Lecce, gruppi di almeno 12 persone, studenti universitari,
titolari di apposite convenzioni.
Ridotto speciale € 5,00 per scuole e minori di 18 anni
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti
accompagnatori per classe, disabili, un accompagnatore per disabile, giornalisti con
tesserino, guide turistiche con tesserino, tesserati ICOM.

Elisa Toma

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