Christo, la sua Land Art in cinque opere (più una)

Giocava con gli ampi spazi, con gli elementi della natura e con il tempo. Ci aggiungeva il colore, l’azzardo, l’impossibile. Lui, Christo, maestro della Land Art. Installazioni artistiche immense che lo tenevano fuori dai musei e dalle gallerie e che con il tempo lui stesso disfaceva.

Fuori anche dai canoni classici della pittura, architettura e scultura. Un’arte che ha occultato i più grandi monumenti del globo, liberandoli della loro forza iconica, che velava e svelava con tessuti e materiali. Alla perfezione della natura aggiungeva un accesso e una fruizione studiata con attenzione.

Christo è morto ieri a New York.

Era nato il 13 giugno 1935 a Gabrovo, in Bulgaria. Dopo gli studi all’Accademia delle Belle Arti di Sofia, si era spostato a Praga dalla quale era fuggito a causa del blocco del regime comunista, prima a Vienna, poi a Ginevra.

Nel 1958, Christo si era trasferito a Parigi, dove aveva incontrato Jeanne-Claude Denat de Guillebon, sua moglie, artista con la quale ha condiviso la creatività delle sue monumentali opere.

Una di esse ha sfidato la morte del suo artista. Si intitolerà L’Arc de Trionphe, Wrapped (Progetto per Parigi, Place de l’Étoile), ed è prevista per il 18 settembre-3 ottobre 2021.

Io, Christo, faccio e distruggo. opere milionarie. Ma non cercate. simboli: godetevi il paesaggio

Ma ecco cinque opere per conoscere meglio il maestro della Land Art:

#1 The Floating Piers

Dopo due anni di lavoro, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, 4,5 chilometri di pontili galleggianti di polietilene ad alta densità hanno permesso a oltre 1 milione e 300 mila visitatori di camminare sulle acque del lago d’Iseo, diventando parte dell’opera d’arte stessa.

#2 Running Fence

Completata nel 1976, Running Fence è una tra le più celebri opere di Christo e Jeanne-Claude. Consiste in una recensione continua per quaranta chilometri tra le campagna vicino San Francisco. Una lunga linea di tessuto che spacca lo spazio aumentandone la sua immensità e rompendone il vuoto.

#3 Surrounded Islands

Anche quest’opera porta la firma della coppia Christo e Jeanne-Claude. Nel 1983 circondano undici isole della Biscayne Bay con oltre 600 mila metri quadrati di tessuto fluttuante di polipropilene rosa. In quest’opera la natura e l’elemento artificiale si mischiano fino a diventare un tutt’uno armonico dall’impatto sorprendente.

#4 Wrapped Reichstag

Ci vollero ben ventitré anni per ottenere l’autorizzazione ad impacchettare il Parlamento di Berlino. Nel 1971, quando la coppia concepì l’opera, infatti, la capitale tedesca era divisa dal muro simbolo della Guerra Fredda e della partizione dell’intero mondo in due differenti sfere di influenza. Solo nel 1995, dopo la riunificazione tedesca, gli artisti riuscirono ad impacchettare il monumento tedesco con un brillante tessuto argentato. Tra i vari simboli delle città del mondo avvolti dall’arte anche il Pont Neuf a Parigi e un tratto delle Mura Aureliane di Roma.

#5 The Gates

Central Park, New York City, febbraio 2005. La coppia di artisti completa l’opera The Gates. Un’istallazione composta da circa 7500 elementi: delle porte che compongono un passaggio ornato da tessuto color zafferano che dall’alto appare come un fiume che scorre comparendo e scomparendo tra i rami e le fronde degli alberi del parco più noto del mondo.

Foto da Pinterest

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