Over the town: immagini oniriche dagli occhi di Chagall

«Il mondo onirico e sottosopra di Chagall. Il pittore che ha scritto poesie con il colore»

Chagall. Lui, lei, un abbraccio in volo e la città di sotto o loro sopra la città.

Scappiamo, sfuggiamo dagli affanni, dai pregiudizi, dalle fatiche che si nascondono tra un tetto e un altro, tra comignolo e finestre. Prendiamo il volo, io e te in questo cielo che ci ospiterà, noi sopra la città. Basta rimanere nel flusso sempre eterno e sempre lo stesso di convenzioni, di convinzioni, classiche interpretazioni della vita quotidiana, allontaniamoci, voliamo via da questa città se ci sta stretta, se è cambiata così tanto, tu fai un cenno, salutala, ti porto lontano, non pensare ad altro.

I racconti onirici di Chagall (wikipedia) che sfidano le leggi della fisica, ricalcano i contorni più poetici ed emozionanti del panorama interiore dell’artista, che finisce per non appartenere a nessuna corrente artistica anche se si avvicina e ne abbraccia diverse. Inizialmente si avvicina ai movimenti di una Parigi pre-Prima Guerra Mondiale, inserito nel panorama delle Avanguardie e anche del Cubismo rimanendo però ai confini senza aderire apertamente a nessuno di essi. È anche vicino alla Scuola di Parigi e ad Amedeo Modigliani.

Spesso è collegato al mondo dei surrealisti anche se al posto di raccontare in pittura gli aspetti più remoti dell’inconscio, trasferiva nelle sue opere la gioia e l’amore, le vicende della vita popolare russa ed episodi biblici.

Chagall nasce a a Liosno, presso Vitebsk nella odierna Bielorussia il 7 Luglio 1887, da una famiglia ebrea numerosa e unita. Non è semplice essere ebrei durante l’impero zarista e proprio il giorno della sua nascita il villaggio è devastato dai cosacchi con la sinagoga che viene data alle fiamme. Inizia a studiare arte prima presso l’unico pittore della città natale e in seguito all’Accademia delle belle arti di San Pietroburgo. In un viaggio di ritorno presso la città natale conosce Bella Rosenfeld, sua futura moglie e protagonista di tanti quadri.

Si trasferisce a Parigi ma nel 1917 torna in Russia per partecipare alla Rivoluzione; viene nominato Commissario dell’Arte presso Vitebsk e fonda il Museo di Arte Moderna. Ritorna a Parigi nel ’23 con la moglie dove si dedica all’arte, alla scrittura, alla stesura di articoli ma nel periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale iniziano le fughe date le persecuzioni nei confronti degli ebrei da parte del regime nazista. Marsiglia, Spagna, Portogallo fino a stabilirsi definitivamente sulla Costa Azzurra e Provenza. Alla morte dell’amatissima moglie ha un duro periodo di depressione ma riesce a superarlo con  Virginia Haggard e con la nascita di una bimba, Ida, frutto della loro unione.

Chagall muore a 97 anni, a Saint-Paul de Vence, il 28 marzo 1985.

I suoi quadri hanno il gusto dell’infanzia, dei ricordi sbiaditi che si hanno dei sogni una volta svegli, la straordinaria capacità di infondere la serenità del volo, della leggerezza, la positività che va trovata anche in momenti più difficili.

È come leggere tante favole scritte sulla tela, tornando piccoli, spensierati seppur trovando la genialità della freschezza, della sintesi perfetta delle commistioni rintracciate nel corso della vita, dalle influenze cubiste alle ricerche sul colore dei pittori Fauves. È come guardare attraverso una coloratissima vetrata.

È emozionante perdersi nella lettura di queste poesie a colori, nel suo mondo sottosopra.

 

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